Riconosciuti gli anni di precariato nella Pubblica Amministrazione
28 Dicembre 2009Da Il Sole 24 ore del 28 dicembre 2009, a firma di Andrea Rossi
TORINO - Due cause pilota aprono la strada a ricorsi di massa. La silenziosa rivolta dei precari è cominciata qualche settimana fa. Sta convergendo su Torino. E, ora che la sezione lavoro del tribunale si è pronunciata già due volte, minaccia di mettere in ginocchio la pubblica amministrazione. Enti e istituzioni stanno cercando di correre ai ripari. Il rischio è serio: trovarsi alle prese con centinaia di cause, perderle, e dover sborsare un bel po’ di quattrini. I giudici sono stati chiari: basta discriminazioni tra precari e lavoratori “fissi”. Chi, dopo anni e anni di impiego a tempo determinato nella pubblica amministrazione viene stabilizzato non può essere trattato alla stregua di un neo assunto; ha diritto a vedere riconosciuta anzianità di servizio, scatti ed eventuali avanzamenti di carriera. Sei stato ricercatore precario in università o insegnante supplente nella scuola per sette, dieci, quindici anni? Bene, quando il tuo impiego diventerà a tempo indeterminato dovrai essere trattato come un ricercatore, o un insegnante, con sette, dieci, quindici annidi anzianità.
Tutta colpa di una ricercatrice e di un tecnico dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Qualche mese fa si sono rivolti a due avvocati torinesi, Angelica Savoini e Roberto Bausardo, e hanno deciso di fare causa all’ente. Dopo cinque anni di contratti a termine erano stati stabilizzati, ma retrocessi - per stipendio e “grado” al rango di neoassunti. I giudici del tribunale di Torino hanno accolto i loro ricorsi: gli anni di precariato devono contare ai fini dell’anzianità di servizio e degli avanzamenti di carriera, che nel pubblico impiego spesso procedono di pari passi con l’età anagrafica. Una bella differenza: la prima a vincere la causa, un ingegnere dell’Infn, si è vista riconoscere 300 euro in più al mese in busta paga.
Una rivoluzione. E un precedente che sta facendo il giro di blog e forum dove i precari di tutta Italia (quasi mezzo milione solo nel pubblico impiego, secondo i sindacati) sfogano tutto il loro malessere. Le due sentenze, emesse pochi giorni fa, rischiano di essere l’avamposto di una lunga serie di contese giudiziarie. L’esercito degli atipici si sta organizzando: «Ci stanno chiamando da tutta Italia», racconta l’avvocato Savoini. «Vogliono capire se ci sono gli estremi per aprire un contenzioso». Di questo passo i ricorsi rischiano di essere migliaia. I precari stabilizzati tra il 2006 e il 2007 - l’ultima grande ondata delle finanziarie dei governi Prodi e Berlusconi - sono stati oltre mezzo milione. Per tutti le disposizioni impartite agli enti erano chiare: stabilizzare ma non riconoscere l’anzianità. Insomma, si regolarizzavano tanti atipici ma si cercava di gravare il meno possibile sulle casse dello Stato.
Ora tutto potrebbe essere capovolto. Del resto l’ha stabilito la Corte di giustizia europea: non ci possono essere discriminazioni tra chi lavora a tempo determinato e a tempo indeterminato. Il caso di Yolanda Del Cerro Alonso - impiegata del servizio sanitario spagnolo, dodici anni da precaria e poi stabilizzata - ha fatto scuola. Anche se la legge spagnola - a differenza di quella italiana - escludeva espressamente la possibilità per i lavoratori pubblici di farsi riconoscere il pregresso, la Corte europea nel 2007 ha accolto il suo ricorso.
In un colpo solo ha scardinato la legislazione iberica e aperto un varco per tutti i lavoratori precari d’Europa. Entrambe le sentenze del tribunale di Torino poggiano sulla storia della signora Del Cerro Alonso. Il nuovo idolo dei precari.
A farla è il Consigliere Vittoriano Mazzon, Componente della Commissione Sanità e Segretario della Commissione Affari Istituzionali , Bilancio , Controllo , Enti locali , Personale e Programmazione della Regione Veneto. L’interrogazione segue la richiesta che i Comuni di Padova, Treviso, Rovigo e la Provincia di Padova hanno inviato alla Giunta Regionale del Veneto e allo stesso Assessore Sandri per risolvere il problema dei circa 500 tra Medici, Veterinari, Biologi, Psicologi, Farmacisti Precari che operano nelle strutture Sanitarie. Non c’è stata alcuna risposta.
SANITÀ Incontro al Policlinico dei rappresentanti dell’area dirigenti con contratto in scadenza
Pubblico volentieri l’articolo a firma di Pietro Lagnese e Barbara Andreoli, dirigenti medici di psichiatria a tempo determinato - ASL Caserta
Corriere del Veneto 27 novembre 2009, a firma di Michela Nicolussi Moro
Venerdi 13 si e’ rivelato un triste venerdi nero per i dirigente precari del Veneto. La Corte Costituzionale ha detto no alla stabilizzazione dei dirigente precari, cosi’ come aveva fatto con la Regione Campania. E ha detto no anche ai “fidelizzati” dei partiti politici, che avevano trovato posto nelle maglie della stessa proposta di legge. In sostanza, dato che la Finanziaria di Prodi prevedeva solo la stabilizzazione delle figure sanitarie non dirigenziali, resulta illegittimo provvedere alla stabilizzazione dei dirigente attraverso concorsi riservati. E pensare che tutto era stato gia’ predisposto, dai bandi di concorso alla presentazione dei documenti. Ieri le ultime speranze dei circa 500-600 dirigenti precari del Veneto si sono sciolte come neve al sole! Intanto pero’ la Regione Emilia Romagna non e’ stata fermata sulla stabilizzazione dei medici precari. Intanto la disastrata (in merito al bilancio) sanita’ regionale della Sicilia ha assunto in un solo colpo 270 veterinari! Nel virtuoso Veneto questo non e’ possibile. E ora cosa succedera’? Lo scorso anno l’Assessore Sandri diede disposizioni di rinnovare i contratti libero-professionali in attesa della sentenza. Oggi, per coloro che lavorano da almeno 3 anni nelle nostre strutture sanitarie, la Legge lo vieta. Per queste persone che hanno in scadenza il contratto a fine anno, non c’e’ alcuna possibilita’ di rinnovo! Ma le strutture sanitarie venete che in tutta Italia sono definite di eccellenza devono continuare a funzionare. Come faranno se in molte di queste manchera’ il personale qualificato? Quale risposta socio-sanitaria avra’ il cittadino? Penso che la Politica e i Sindacati devono farsi carico di questo angoscioso problema. Alcune Aziende Sanitarie non hanno aspettato l’esito della Corte Costituzionale. Alcune di esse infatti hanno bandito concorsi regolari, non riservati ai dirigente precari ma a cui gli stessi dirigenti precari hanno potuto partecipare e vincerli con successo, considerata la loro preparazione, capacita’ e merito. La risposta allora potrebbe essere questa. Se le Aziende Sanitarie hanno bisogno di personale, non potendo “sfruttare” ulteriormente il personale dirigente precario, allora che si facciano i concorsi pubblici non riservati, a cui possono partecipare gli stessi dirigente precari, con il proprio curriculum professionale da valorizzare. E’ l’unico modo attualmente per eliminare la speculazione economica che le Aziende operano per risparmiare sfruttando questi professionisti (per un dirigente precario non esiste accantonamento pensionistico, diritto alla malattia, alle ferie, alla maternita’, incidenti sul lavoro…e costa un terzo di un dipendente). E questo diventa anche l’unico modo per compensare le carenze strutturali della Sanita’. Non a caso lo stesso Assessore alla Sanita’ del Veneto ing Sandro Sandri ha affermato che in Veneto c’e’ necessita’ di mille medici. Non a caso il ministro Brunetta ha ripetutamente affermato che nella sanita’ pubblica non devono esistere precari. Questo e’ il momento di dimostrarlo. Questa e’ l’occasione per dimostrare che il Veneto e’ sensibile verso i propri figli, verso i propri giovani capaci e meritevoli che non chiedono altro di non dover abbandonare questa Terra come hanno fatto in passato i loro nonni. Questa volta forse non per miseria economica, ma per miseria di opportunita’!
UDIENZA PUBBLICA DEL 20/10/2009 Ruolo n.4 Ricorsi: ric. 49/2008