La vera apartheid…
Pubblico l’articolo
de Il Gazzettino di Padova, a firma di Federica Cappellato (2 febbraio 2010)
Trecento contrattisti, precari della sanità padovana in servizio in Azienda ospedaliera e in Ulss 16, sono ancora in attesa dello stipendio di dicembre. “Non una parola, non una lettera, non una giustificazione: i “senza diritto” non meritano nessuna considerazione”, fa presente Giampiero Avruscio, coordinatore del Comitato dirigenti precari della sanità veneta. “Dopo l’urlo dei sindacati di non toccare lo stipendio dei dipendenti, dopo le minacce di scioperi a seguito della colpevole latitanza del bilancio regionale, nessuno - alza la voce Avruscio - si accorge che 300 persone, nonostante abbiano prestato la loro opera, si trovano senza lo stipendio con cui devono mantenere le loro famiglie. Non si tratta di giovani, ma di persone che da anni svolgono un lavoro continuativo, uguale in tutto e per tutto a quello dei colleghi dipendenti, tranne che per essere pagati meno di un terzo e senza alcun basilare diritto. Sono persone che non si sdraiano sui binari, che non salgono su una gru, che non fanno rumore, ma non per questo devono essere discriminati. L’apartheid in Veneto esiste, si chiama precarietà : a chi ha (i dipendenti) sarà dato, a chi non ha (i precari) sarà tolto anche quello che ha”.