Precari della Campania: No alla Finanziaria

Articolo pubblicato su: Il Denaro (denaro.it) il 26 gennaio 2010

 

I contrattisti dei policlinici e i dirigenti di Caserta istituiscono un tavolo di lavoro.

Medici precari e legge per la stabilizzazione del personale impiegato nelle Asl negli ospedali della Regione Campania che abbiano maturato i requisiti. Si riunisce per la prima volta, il 19 gennaio scorso, il neo-istituito tavolo tecnico permanente al quale partecipano alcuni dei camici bianchi rappresentanti del personale precario del Servizio sanitario regionale. In particolare, oltre a un rappresentante dell’Anaao, Vincenzo Boccia, sono intervenuti il portavoce del coordinamento dirigenti precari di Caserta (con delegato Uil precariato medici), Barbara Andreoli e Pietro Lagnese e il rappresentante del movimento contrattisti precari del II Policlinico Alessandro Coccia. In questa prima fase hanno aderito all’iniziativa alcuni consiglieri regionali del Pdl Angelo Polverino, Mario Ascierto, Francesco Nappi e Roberto Castellucci. Ma il tavolo tecnico resta aperto anche al fronte rappresentato dalla Federazione medici precari che hanno collaborato alla redazione, con i consiglieri di maggioranza Tonino Scala e Angelo Giusto, dei primi correttivi alla Finanziaria dello scorso anno che, secondo il coordinamento di Caserta, penalizza un grossa fetta di camici bianchi e creas discriminazioni tra pari grado.
Ettore Mautone
La premessa è la presunta incostituzionalità della disciplina relativa alla stabilizzazione del personale dirigenziale del Ssr contenuta nella bozza della finanziara che verrà pubblicata e temendo che i processi di stabilizzazione così come previsti attualmente per la dirigenza non daranno seguito a soluzioni concrete sia per motivi di ordine giuridico in quanto in contrasto con vincoli costituzionali e sia per motivi di ordine economico-organizzativi per incongruenze con la precedente finanziaria e in quanto avulsi da una reale,attenta e puntuale valutazione delle rispettive carenze nelle piante organiche di riferimento e prescindendo da una necessaria pianificazione,programmazione e riorganizzazione dei Servizi sanitari essenziali. C’è inoltre da considerare L’inadempienza relativa alla pubblicazione degli elenchi graduati relativi al comparto finalizzati a dare atto alla stabilizzazione del personale del comparto dichiarato idoneo.
TUTTI SUBORDINATI
“Abbiamo avviato un lavoro che speriamo si traduca, sul piano pratico, in conquiste concrete – spiegano Alessandro Coccia, Vincenzo Guardasole e Marco Gentile, del movimento contrattisti precari del policlinico – come lavoratori precari del Policlinico Federico II siamo stati esclusi da ogni benefico di legge (articolo 81 della Legge regionale n. 1 del 2008) e anche le modifiche apportate dalla finanziaria di quest’anno (legge regionale n. 2 del 2010) non modificano la situazione. Come ribadito più volte nelle sedi istituzionali proprie (non ultima l’audizione del 9 ottobre 2009, presso la V Commissione Sanità), a partire dall’operatore tecnico assistenziale al medico siamo tutti lavoratori subordinatI. Noi come tanti altri lavoratori atipici nel nostro territorio garantiamo da diversi anni i livelli minimi di assistenza.
Tant’è vero che la nostra proroga è stata ritenuta necessaria e opportuna dal 2006 ad oggi.
Tuttavia non si ha intenzione di valorizzare e tutelare le nostre competenze acquisite in svariati anni di servizio”.
“La legge sulla stabilizzazione pubblicata nell’ambito della Legge Finanziaria regionale 2010 – aggiunge Vincenzo Boccia, responsabile regionale della sezione precari Anaao Assomed - da un lato porta una ventata di speranza, dall’altro abbatte una scure sulla maggioranza dei colleghi che rivestono il ruolo di dirigente medico, assunti mediante procedure concorsuali per titoli per avviso pubblico, assicurando quotidianamente i Lea, ed occupando posti di grande criticità assistenziale”.
NO ALLE RESTRIZIONI
Il destino di tali figure professionali è segnato dalla restrizione stabilita dalla Finanziaria regionale. La sentenza della Consulta, tra l’altro, ad avviso dei medici, non indica il possesso del requisito dei 36 mesi di servizio, anche non continuativi, alla data del 31 dicembre del 2006. La richiesta è che il requisito temporale dell’anzianità sia valutabile alla data della pubblicazione della finanziaria. Si determina, così – è l’obiezione avanzata - una discriminazione ingiustificata e senza alcuna base logica o meritocratica.
Né esiste un percorso per garantire la continuità lavorativa di tali figure. La mobilità extra-regionale è vietata dal piano di rientro. Oppure saranno tenuti nel limbo del precariato?
I NODI IRRISOLTI
“Prescindendo da valutazioni di legittimità giuridica della proposta di legge promossa da Scala - concludono Andreoli e Lagnese - che saranno affrontate nelle sedi istituzionali opportune, si sottolinea un aspetto pratico relativo alla finalità di tale proposta approvata a due mesi dalle prossime elezioni. La Campania, tra il 2007-2009 ha posto il blocco delle assunzioni e ha mantenuto in servizio il personale sanitario precario, solo se assolutamente necessario a garantire i Lea.
Tale personale precario, che garantisce i Lea, in gran parte è stato assunto nei due anni precedenti, ossia 2005-2006, con procedure selettive di vario tipo a seconda delle tipologie contrattuali di assunzione (avvisisti, contrattisti).Tale personale evidentemente non ha maturato i tre anni di servizio al 31 dicembre 2006 ed è pertanto di fatto escluso dai processi di stabilizzazione.
Pertanto tale legge chi và a tutelare”? E poi, viene chiesto: posto l’azzeramento di ogni criterio di merito di riferimento e di ogni legittima graduatoria possibile in quale modo e secondo quali criteri si procederà rispetto al personale che attualmente garantisce i Lea?
Continuando con proroghe ad oltranza? E su quali presupposti di legittimità?
Operando disparità di trattamento tra colleghi medici con stessa qualifica, stessa posizione e afferenti solo per posizioni di merito di graduatorie regionali scadute relative alle varie Asl campane?
E ancora: se il personale necessario a tutelare i Lea non viene ritenuto da stabilizzare seppure reclutato con opportune procedure selettive (avviso pubblico o concorsi per titoli) seppure presente nelle piante organiche dal 2006-2007 perché intanto contestualmente l’assessorato alla sanità e i commissari di riferimento continuano nonostante e durante il blocco delle assunzioni a tutelare e incaricare schiere di nuovi consulenti non sempre necessari a garantire i Livelli essenziali di assistenza ma retribuiti a costi elevatissimi e addirittura in certi casi promossi con trasformazioni di contratti di consulenza a termine in contratti a tempo indeterminato. Tutto ciò, peraltro, al di fuori del processo di stabilizzazione. Inutile dire, con tali premesse, che un’altra patata bollente è nelle mani della Regione.
Gli obiettivi nel mirino
- Elaborazione di un metodo di lavoro che permetta concretamente l’attuazione di un piano di contrasto al precariato nel Sservizio sanitario regionale nel rispetto dei piani di rientro e in ottemperanza delle normative Nazionali vigenti
- Acquisizione delle piante organiche di riferimento al 31 dicembre 2006
- Valutazione dei Lea
- Acquisizione dei dati relativi alla Specialistica ambulatoriale
- Numero di specialisti incaricati a tempo determinato o trasformati a tempo indeterminato durante il blocco delle assunzioni
- Monitoraggio dei tetti di spesa destinati all’impiego degli specialisti ambulatoriali
- La localizzazione di prestazioni ambulatoriali, ossia del personale medico della specialistica ambulatoriale nelle rispettive strutture sanitarie campane di riferimento.
- Azione d’impulso presso gli Uffici competenti al fine di adempiere in tempi rapidi alla pubblicazione degli elenchi graduati relativi al personale del comparto

1 Commento a “Precari della Campania: No alla Finanziaria”

  1. Pierluigi Policastro scrive:

    E’ interessante vedere come i percorsi si ripetono anche tra regioni e amministrazioni diverse…. Sono convinto che è fondamentale costruire sinergie e chiedere che emerga con chiarezza la volontà politica nazionale di stabilizzare il personale dirigente precario interno alla sanità che da anni consente il funzionamento dei Livelli Essenziali d’Assistenza della Sanità. Non si tratta di sanatorie a pioggia ma di regolarizzare un meccanismo perverso che ha trasformato l’importante concetto di flessibilità della dirigenza, mai sviluppato appieno, con quello della precarietà del lavoro con la minaccia continua dell’interruzione dell’attività lavorativa senza preavvisi e senza alcuna tutela. Con questa perversione, gli enti pubblici e quindi anche le strutture sanitarie, hanno trovato il modo per comportarsi alla stregua del peggior caporalato… E’ importante inoltre ricordare che non si tratta di una battaglia corporativistica delle professioni sanitarie dell’area della dirigenza e cioè dei medici, psicologi, biologi, farmacisti, veterinari, odontoiatri, chimici e fisici, ma di una battaglia di civiltà a cui unirsi a prescindere dalla propria attuale e personale condizione lavorativa!! Dirigenti precari, ex precari e non della sanità pubblica proponiamo soluzioni possibili che tutelino l’umanizzazione delle cure di tutti i cittadini a partire “dall’umanizzazione”, e cioè dalla stabilizzazione, dei rapporti lavorativi precari con i dirigenti che queste cure le erogano personalmente ogni giorno dell’anno! Chiediamo insieme la costituzione di specifici tavoli regionali per la stabilizzazione del personale dirigente precario della sanità! Dei tavoli tecnici che rappresentino adeguatamente la realtà di tutte le professioni sanitarie della dirigenza specialistica: psicologi, biologi, farmacisti, medici, veterinari, odontoiatri, chimici e fisici!

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