E le stelle stanno a guardare….

Pubblico l’articolo de Il Mattino di Padova, a firma di Fabina Pesci, giorno 11 gennaio 2010, dal titolo: “Avruscio è già sul piede di guerra «Licenziati i professionisti più capaci». A rischio medici, psicologi biologi, chimici e veterinari dell’Us116: incarichi non rinnovati. A veder licenziati medici, psicologi, biologi, chimici, veterinari proprio non ci sta. Giampiero Avruscio,  medico in forze all’Usl 16, non si ferma di certo di fronte alle prime lettere di mancato rinnovo dell’incarico già piovute sui precari della sanità padovana. E’ già sul piede di guerra, pronto a combattere perché venga riconosciuto il loro ruolo.
Ma Avruscio, coordinatore del comitato dirigenti precari della sanità, non si limita a gridare allo scandalo, indica la strada per risolvere la questione: «Nella recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la legge regionale per la stabilizzazione dei dirigenti precari, è indicata la strada maestra per risolvere il problema: ricorrere all’area delle eccezioni. In questo modo si potrebbero indire concorsi pubblici non propriamente riservati, ma che darebbero il giusto peso al lavoro precario svolto per anni. Ricordo che regioni con bilanci non proprio virtuosi come la Campania, la Calabria, la Sicilia, hanno intrapreso questa strada. La regione Veneto invece si permette di «licenziare» i propri professionisti più capaci».
A rischiare il posto nella città del Santo sono un’ottantina di dirigenti. Dieci lo hanno già perso. A far fioccare i licenziamenti la legge Brunetta, che prevede che non siano rinnovabili per più di tre volte consecutive nell’arco di un quinquennio i contratti a tempo determinato.
Vanno indetti concorsi dando il giusto peso al lavoro precario. Alcuni precari nel corso degli anni sono stati stabilizzati, ma altri sono rimasti fuori. Ed ora attendono la lettera con cui verranno lasciati a casa.
«I dirigenti precari della sanità, proprio per la loro forma contrattuale, non hanno un sindacato che possa difenderli, non hanno i diritti basilari che competono a qualsiasi lavoratore dipendente. Per i contrattualizzati è garantita la maternità, la pensione, la malattia, l’assicurazione per gli incidenti sul lavoro, le assenze a vario titolo, gli aggiornamenti. Per i precari nulla di tutto questo. Hanno uno stipendio equivalente a meno di un terzo di quello di un dipendente pari funzioni e ruolo, ma le medesime responsabilità: sono i”clandestini della sanità», coloro che nessuno vede o che nessuno vuole vedere, perché «fuori dal recinto» della dipendenza».
Giampiero Avruscio sottolinea che «il problema dei dirigenti precari della sanità è un problema che riguarda tutti: si discute di qualità ed efficienza dei servizi sanitari. Non dobbiamo lamentarci se poi, come afferma l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, mancano mille medici nelle nostre strutture sanitarie o, come dice il ministro Brunetta, il precariato non deve esistere nella funzione pubblica. Prima di fare certe dichiarazioni sarebbe di gran lunga più opportuno riflettere per offrire le giuste soluzioni».

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