Archivio di Febbraio 2010

I Dirigenti Precari della Sanità del Veneto salvati in zona Cesarini…

Mercoledì 10 Febbraio 2010

 I dirigenti precari per il momento non sono “licenziabili”, almeno per altri 3 anni. Questo quanto deciso in Regione Veneto nell’ultimo Consiglio prima della sospensione dei lavori per le prossime elezioni amministrative del 28-29 marzo 2010. E questo grazie alla forte presa di posizione e alle pressioni esercitate dal Comitato Dirigenti Precari della Sanità del Veneto, che ha coinvolto i Comuni di Padova, Rovigo e di Treviso e la Provincia di Padova, nella richiesta alla Regione di attivarsi in favore dei dirigenti precari i cui contratti sono scaduti il 31 dicembre 2009 e fino a ieri non più ulteriormente rinnovabili oltre i tre anni, secondo la normativa nazionale. (more…)

La vera apartheid…

Martedì 2 Febbraio 2010

Pubblico l’articolo de Il Gazzettino di Padova, a firma di Federica Cappellato (2 febbraio 2010)

Trecento contrattisti, precari della sanità padovana in servizio in Azienda ospedaliera e in Ulss 16, sono ancora in attesa dello stipendio di dicembre. “Non una parola, non una lettera, non una giustificazione: i “senza diritto” non meritano nessuna considerazione”, fa presente Giampiero Avruscio, coordinatore del Comitato dirigenti precari della sanità veneta. “Dopo l’urlo dei sindacati di non toccare lo stipendio dei dipendenti, dopo le minacce di scioperi a seguito della colpevole latitanza del bilancio regionale, nessuno - alza la voce Avruscio - si accorge che 300 persone, nonostante abbiano prestato la loro opera, si trovano senza lo stipendio con cui devono mantenere le loro famiglie. Non si tratta di giovani, ma di persone che da anni svolgono un lavoro continuativo, uguale in tutto e per tutto a quello dei colleghi dipendenti, tranne che per essere pagati meno di un terzo e senza alcun basilare diritto. Sono persone che non si sdraiano sui binari, che non salgono su una gru, che non fanno rumore, ma non per questo devono essere discriminati. L’apartheid in Veneto esiste, si chiama precarietà: a chi ha (i dipendenti) sarà dato, a chi non ha (i precari) sarà tolto anche quello che ha”.