Strada in salita per i precari
Sabato 25 Aprile 2009
Riporto l’articolo pubblicato su Sole 24 ore Nordest di mercoledi 22 aprile. Esami bloccati dopo la bocciatura della legge veneta 22/2007.
Nelle strutture sanitarie venete mancano, secondo le stime dell’assessorato alla Sanità , mille medici e 2mila infermieri. Tuttavia non è ancora statopossibile regolarizzare la posizione dei 270 camici bianchi precari al lavoro da anni nella sanità locale con contratti a termine, libero professionali o di collaborazione a progetto. La loro stabilizzazione è prevista dalla Ir 22/2007: la regolarizzazione della posizione lavorativa riguarderebbe 70o dirigenti in servizio nelle strutture sanitarie venete. Oltre ai medici, 250 psicologi, biologi e farmacisti.
«I concorsi erano stati già pubblicati sulla Gazzetta ufficiale e i precari avevano quindi presentato nelle varie aziende sanitarie della Regione domande e documenti per sostenere le prove. Mancava solo l’espletamento degli esami. Tutto è però stato sospeso, nell’agosto scorso, in seguito al ricorso contro la legge veneta, promosso dal Consiglio dei ministri davanti alla Consulta», spiega il Coordinatore del comitato dirigenti medici precari della sanità regionale, Giampietro Avruscio, dipendente del servizio sanitario veneto.
«Ho assunto l’incarico di coordinatore dei colleghi precari, benché abbia un contratto a tempo indeterminato, perché i colleghi non stabilizzati non hanno voce e sono soggetti al ricatto - riprende - La nostra è una battaglia di civiltà con l’obiettivo di migliorare i servi
zi all’utenza».
Ultima iniziativa di Avruscio riguarda una lettera scritta poco meno di due mesi fa e rimasta senza risposta. Destinatari il ministro della Funzione pubblica Brunetta e l’assessore regionale alla Sanità , Sandri. «Il primo ha dichiarato che la responsabilità dell’assunzione dei precari è affidata agli enti pubblici e privati. Il secondo sostiene che nelle strutture sanitarie regionali mancano mille medici e che ha scritto a Brunetta per poterli assumere. A qutesto punto Avruscio si chiede perché il Consiglio dei ministrii, nel quale siedono i veneti Sacconi, Zaia, Brunetta abbia impugnato la legge veneta che avrebbe permesso all’ente locale la stabilizzazione dei precari, come indicato proprio dal titolare della Funzione pubblica. Il provvedimento tra l’altro è passato senza presa di posizione da parte del sottosegretario Francesca Martini, assessore alla Sanità veneta ai tempi della promulgazione della legge regionale. In attesa di risposte il coordinatore dei medici precari continua a chiedere che la Regione svolga ugualmente i concorsi attribuendo un punteggio aggiuntivo a chi da anni lavora nelle strutture sanitarie venete, «senza attendere l’autunno per il pronunciamento della Consulta», conclude.
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