L’incontro “a porte chiuse” tenutosi di recente presso la sede dell’ULSS 16 di Padova tra l’Assessore alla Sanità del Veneto Sandri e il Comitato Dirigenti Precari, coordinato dal dott. Giampiero Avruscio, medico e consigliere comunale di Padova, si è svolto su una linea di estrema franchezza e di sostanza. L’incontro, che ha visto l’intervento anche di alcuni Sindacati, si è chiuso con la soddisfazione di aver raggiunto l’obiettivo più urgente del rinnovo contrattuale, con l’impegno di una stabilizzazione che riguarda 270 tra medici e veterinari e altrettanti dirigenti tra psicologi, biologi, farmacisti, che operano da anni con contratti a scadenza annuale nelle strutture sanitarie del Veneto. Strutture che portano il marchio di eccellenza grazie anche al contributo di impegno, abnegazione e di capacità professionale di coloro che subiscono una quotidiana e non più sopportabile discriminazione, privi di qualsiasi basilare tutela, dalla malattia, alla pensione, alla gravidanza, agli infortuni sul lavoro e finanche al diritto di sciopero!
Alle richieste avanzate dal Coordinatore dei dirigenti precari dott. Avruscio di risolvere la situazione di precarietà lavorativa che spesso si traduce in precarietà della vita, l’Assessore Sandri a tal fine ha mantenuto il Suo impegno personale e della Regione, di emanare una nota ufficiale a tutte le Aziende Sanitarie del Veneto, di procedere al rinnovo dei contratti dei dirigenti precari in scadenza al 31 dicembre. Inoltre, in attesa dell’esito del ricorso del Consiglio di Stato sui concorsi attualmente sospesi, è stata espressa la volontà di chiedere al ministro Sacconi e al ministro dell’Economia Tremonti, una deroga al patto di stabilità o la possibilità di incrementare la spesa per il personale (carente nella Regione Veneto) rispetto ad altri capitoli di spesa, per poter bandire i concorsi là dove è necessario, al fine di una drastica riduzione delle liste di attesa e una migliore e più completa utilizzazione degli strumenti ad alta tecnologia e ad elevato costo.
Impegno che verrà misurato in un prossimo incontro tra l’Assessore e il Comitato Dirigenti Precari della Sanità del Veneto.
Tra l’altro è di questi giorni la notizia che il Senato ha approvato una modifica al Disegno di Legge Brunetta, per cui i Primari ospedalieri, uomini e donne, andranno in pensione a 70 anni invece che a 65, equiparati ai professori Universitari e ai Magistrati. Evidentemente tali categorie non ricadono tra i lavori “usuranti”, a differenza di chi è costretto a vivere con l’ansia quotidiana, per sé e per la propria famiglia, di cosa succederà domani. E domani è Natale! L’Augurio è che non ci sia più un altro Natale precario!
Di seguito il Comunicato stampa dell’Assessore alla Sanità del Veneto ing. Sandro Sandri
“Al termine un incontro del Coordinamento dei Direttori Generali delle Ullss venete, ho dato indicazioni affinché, nei limiti del possibile, si proceda al rinnovo dei contratti libero professionali dei dirigenti precari della sanità, in scadenza il 31 dicembre prossimo”. Lo ha annunciato oggi l’Assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Sandro Sandri. Il problema, che riguarda 270 tra medici e veterinari, ed altrettanti dirigenti tra psicologi, biologi e farmacisti che operano con contratti annuali nelle strutture sanitarie della regione, era stato in precedenza affrontato dallo stesso Sandri, in un incontro tenutosi nella sede dell’Ulss 16 a Padova, con il Comitato Dirigenti Precari della Sanità, coordinato dal dottor Giampiero Avruscio. “E’ stato un incontro franco e positivo – ha detto Sandri – al quale mi auguro di aver dato l’atteso concreto seguito con l’indicazione data a Direttori Generali”. Sandri ricorda che “su questa materia siamo ancora in attesa degli esiti del ricorso al Consiglio di Stato sui concorsi attualmente sospesi, ma come Regione ci eravamo mossi da tempo con il massimo impegno, attraverso ben due leggi che ci sono state impugnate”. Ai Dirigenti precari, Sandri ha anche ribadito l’impegno di insistere a livello nazionale con i Ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze, “perché sia valutata la possibilità di incrementare la spesa per il personale, pur rimanendo all’interno del Patto di Stabilità, al fine di poter assumere quelle figure professionali delle quali il Veneto è carente, e la cui mancanza è una grave concausa dell’attuale situazione delle liste d’attesa”. “Il Veneto – ha detto ancora Sandri – è una delle poche Regioni che già nel 2006, al momento dell’entrata in vigore del Patto di Stabilità che oggi ci vincola, aveva riorganizzato il suo sistema sanitario, razionalizzando al massimo le diverse voci di spesa. Ma con il personale occorre che si trovi una soluzione, perché in molte strutture sanitarie assistiamo al paradosso della presenza di macchinari moderni ed efficienti che non possono funzionare al massimo delle loro potenzialità per la mancanza non solo di infermieri, ma anche di medici, in particolare radiologi, cardiologi ed esperti in urgenza-emergenza. E la situazione dei dirigenti precari non si discosta di molto: anche nel loro caso si tratta di figure indispensabili per il buon funzionamento dei servizi da erogare ai cittadini, ai quali non vogliamo chiedere nessun altro sacrificio in forza della necessità di far fronte a sprechi che si determinano a latitudini ben diverse dalla nostra”.