Miracolo dell’”Assunzione” in Sicilia!

27 Agosto 2010

Pubblico l’articolo de Il Sole 24 ore del 24 agosto 2010, dal titolo Premio alla fedeltà. La Sicilia trova un posto fisso per 5mila precari storici, a firma di Gianni Trovati. Una considerazione personale. In Veneto, Regione definita virtuosa, con i conti in ordine, con la Sanità tra le migliori d’Europa, con un’economia motore dell’Italia, non riesce a stabilizzare 500 dirigenti precari della Sanità.  Anche i Precari veneti desiderano il Federalismo Siculo!
Sono 5mila, ma almeno nei progetti di chi governa a Palazzo d’Orleans sono solo la prima pattuglia di un esercito che alla fine dovrebbe contare 27.500 persone. Si tratta dei precari “storici” che possono ambire a un posto fisso negli enti territoriali siciliani, e che sono al centro di una lotta senza fine fra il governo nazionale e quello regionale.
La prima partita, che riguarda i 5mila in carico direttamente alla regione, si è ormai chiusa; il fischio finale è stato suonato con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Siciliana con la circolare con cui l’Assessorato alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica detta le istruzioni per la stabilizzazione. Per ottenere il posto fisso bisogna presentare una domanda in carta semplice (entro il 20 settembre) e partecipare a una prova “pratico-attitudinale” davanti a una Commissione che sarà nominata per decreto.
Il requisito fondamentale è aver maturato un’anzianità almeno triennale entro la fine del 2006 (o la fine del 2007 per i dipendenti in servizio al 1° gennaio 2008), ma non sembra un problema: quasi tutti gli interessati sono titolari di un rapporto “temporaneo” ventennale con la regione, perchè le grandi immissioni di precari datano tra l’89 e il 91. La selezione, c’è da giurarci, non sarà troppo esigente, visto che la regione ha già provveduto ad aprire già quasi 5000 nuove caselle in dotazione organica, aumentando del 45% le proprie dimensioni.
Una misura “eticamente scorretta”, che mortifica “centinaia di migliaia di giovani disoccupati, ignorati a beneficio di soggetti selezionati solo in ossequio a logiche clientelari”. Parola di Giovanni Coppola, procuratore generale della Corte dei Conti in Sicilia, secondo il quale la mega-stabilizzazione toglie “la speranza di nuovi ingressi nella pubblica amministrazione siciliana almeno per i prossimi 30 anni”. La macchina, però, promette di non fermarsi, perchè in calendario c’è la partita clou, quella dei 22.500 precari dei Comuni.
L’Assemblea Regionale ci ha già provato nei mesi scorsi ma è stata fermata dal Commissario dello Stato che ha impugnato la norma davanti alla Consulta.

AAA Dirigenti Precari della Sanità offresi!

5 Giugno 2010

Appresa la notizia della proposta del Presidente del Tribunale di Treviso Giovanni Schiavon, salutata favorevolmente dal Presidente della Regione Veneto Zaia, di assumere negli uffici del tribunale 20 insegnanti precari rimasti senza cattedra, si offre la possibilità di assumere presso i tribunali cittadini o altri Enti pubblici del Veneto, altrettanti dirigenti precari della Sanità, tra psicologi, medici, veterinari, farmacisti e biologi, rimasti senza lavoro dopo la scadenza del contratto di tre anni, non più rinnovabili per la Legge Brunetta. Sono giovani e meno giovani con curricula di tutto rispetto, privi di qualunque ammortizzatore sociale, abituati a sostituire i colleghi dipendenti quando questi sono in ferie o in malattia, a fermarsi ben oltre l’orario di lavoro senza pretendere straordinario, a non richiedere ferie. Si sottolinea inoltre il vantaggio, tra
una pratica amministrativa e l’altra, di poter usufruire gratuitamente di competenze specialistiche in dinamiche familiari e di lavoro, terapie di gruppo, psicoanalisi, consulenze mediche e veterinarie, che sicuramente darebbero più salute a tutto l’ambiente lavorativo.

A Padova la sinistra vota contro i Precari!

4 Maggio 2010

«I lavoratori precari non si possono identificare così facilmente. Ed è difficile sapere quanti sono». Ruota intorno a questa frase, pronunciata dall’esponente del Pd Anna Barzon nel corso dell’ultimo consiglio comunale, la lettera che Pierluigi Policastro, laureato in Psicologia, specialista in Psicoterapia, lavoratore precario da oltre sette anni all’interno del Servizio Sanitario Regionale, ha inviato al mattino. «Ho visto il video di pubblico dominio - scrive Policastro «Ho visto il video comparso sul sito personale del Vice Presidente del Consiglio Comunale Giampiero Avruscio. Vedere questo video è stata un’esperienza che ricorderò a lungo. Alla vigilia del Primo Maggio la maggioranza del Comune di Padova (di sinistra!) ha votato contro la possibilità di riconoscere un sostegno economico ai lavoratori precari che perdono il lavoro a causa della crisi». Otto sì, tre astensioni, quindici no: questo l’esito della votazione sulla mozione incidentale presentata dallo stesso Avruscio (Pdl), che prevedeva di estendere ai precari lo stanziamento di 867 mila euro destinato alle emergenze sociali. (Da Il Mattino di Padova, 4 maggio 2010)

Il Primo Maggio del Partito Democratico di Padova…

1 Maggio 2010

Pubblico in video un Documento inoppugnabile di come il Partito Democratico di Padova rende omaggio alla Festa del lavoro. Riguard il Consiglio Comunale di Padova del 27 aprile 2010.
Al centro della discussione, come utilizzare l’avanzo di bilancio non vincolato di 860.000 euro. La maggioranza di centrosinistra presenta un emendamento per utilizzare quel fondo per le emergenze sociali derivanti dalla crisi economica. Ho presentato una “Mozione Incidentale” in cui chiedevo che “i Precari fossero compresi nelle emergenze sociali,  soprattutto coloro che versano in difficoltà economica e che hanno perso anche il lavoro precario”. I Precari infatti sono le figure più deboli soprattutto in questo periodo di crisi economica, coloro per cui non sono previsti neanche gli ammortizzatori sociali…
Come hanno risposto le “anime belle” del Partito Democratico? Come hanno votato  coloro che vanno in Piazza a festeggiare e a fare comizi per il Primo Maggio? Continua »

I Dirigenti Precari della Sanità del Veneto salvati in zona Cesarini…

10 Febbraio 2010

 I dirigenti precari per il momento non sono “licenziabili”, almeno per altri 3 anni. Questo quanto deciso in Regione Veneto nell’ultimo Consiglio prima della sospensione dei lavori per le prossime elezioni amministrative del 28-29 marzo 2010. E questo grazie alla forte presa di posizione e alle pressioni esercitate dal Comitato Dirigenti Precari della Sanità del Veneto, che ha coinvolto i Comuni di Padova, Rovigo e di Treviso e la Provincia di Padova, nella richiesta alla Regione di attivarsi in favore dei dirigenti precari i cui contratti sono scaduti il 31 dicembre 2009 e fino a ieri non più ulteriormente rinnovabili oltre i tre anni, secondo la normativa nazionale. Continua »

La vera apartheid…

2 Febbraio 2010

Pubblico l’articolo de Il Gazzettino di Padova, a firma di Federica Cappellato (2 febbraio 2010)

Trecento contrattisti, precari della sanità padovana in servizio in Azienda ospedaliera e in Ulss 16, sono ancora in attesa dello stipendio di dicembre. “Non una parola, non una lettera, non una giustificazione: i “senza diritto” non meritano nessuna considerazione”, fa presente Giampiero Avruscio, coordinatore del Comitato dirigenti precari della sanità veneta. “Dopo l’urlo dei sindacati di non toccare lo stipendio dei dipendenti, dopo le minacce di scioperi a seguito della colpevole latitanza del bilancio regionale, nessuno - alza la voce Avruscio - si accorge che 300 persone, nonostante abbiano prestato la loro opera, si trovano senza lo stipendio con cui devono mantenere le loro famiglie. Non si tratta di giovani, ma di persone che da anni svolgono un lavoro continuativo, uguale in tutto e per tutto a quello dei colleghi dipendenti, tranne che per essere pagati meno di un terzo e senza alcun basilare diritto. Sono persone che non si sdraiano sui binari, che non salgono su una gru, che non fanno rumore, ma non per questo devono essere discriminati. L’apartheid in Veneto esiste, si chiama precarietà: a chi ha (i dipendenti) sarà dato, a chi non ha (i precari) sarà tolto anche quello che ha”.

Precari della Campania: No alla Finanziaria

31 Gennaio 2010

Articolo pubblicato su: Il Denaro (denaro.it) il 26 gennaio 2010

 

I contrattisti dei policlinici e i dirigenti di Caserta istituiscono un tavolo di lavoro.

Medici precari e legge per la stabilizzazione del personale impiegato nelle Asl negli ospedali della Regione Campania che abbiano maturato i requisiti. Si riunisce per la prima volta, il 19 gennaio scorso, il neo-istituito tavolo tecnico permanente al quale partecipano alcuni dei camici bianchi rappresentanti del personale precario del Servizio sanitario regionale. In particolare, oltre a un rappresentante dell’Anaao, Vincenzo Boccia, sono intervenuti il portavoce del coordinamento dirigenti precari di Caserta (con delegato Uil precariato medici), Barbara Andreoli e Pietro Lagnese e il rappresentante del movimento contrattisti precari del II Policlinico Alessandro Coccia. Continua »

A Padova il centrosinistra discrimina tra disoccupati…

24 Gennaio 2010

18 gennaio 2010. Consiglio Comunale di Padova. Amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Flavio Zanonato. Assessore al Sociale Claudio Sinigaglia (ex Margherita in procinto di convolare in Regione), relatore di una delibera che assegna 200.000 euro a sostegno dei disoccupati…ma solo se ex dipendenti. Una delibera concordata con i sindacati…dei dipendenti! Mentre i precari continuano ad essere discriminati… Clicca sulla registrazione degli interventi (brevi) dei seguenti video:

Padova discrimina i precari.

Padova discrimina i precari 1.

Padova discrimina i precari 2.

Padova discrimina i precari 3.

Padova discrimina i precari Polemica Lega.

E le stelle stanno a guardare….

13 Gennaio 2010

Pubblico l’articolo de Il Mattino di Padova, a firma di Fabina Pesci, giorno 11 gennaio 2010, dal titolo: “Avruscio è già sul piede di guerra «Licenziati i professionisti più capaci». A rischio medici, psicologi biologi, chimici e veterinari dell’Us116: incarichi non rinnovati. A veder licenziati medici, psicologi, biologi, chimici, veterinari proprio non ci sta. Giampiero Avruscio,  medico in forze all’Usl 16, non si ferma di certo di fronte alle prime lettere di mancato rinnovo dell’incarico già piovute sui precari della sanità padovana. E’ già sul piede di guerra, pronto a combattere perché venga riconosciuto il loro ruolo.
Ma Avruscio, coordinatore del comitato dirigenti precari della sanità, non si limita a gridare allo scandalo, indica la strada per risolvere la questione: «Nella recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la legge regionale per la stabilizzazione dei dirigenti precari, è indicata la strada maestra per risolvere il problema: ricorrere all’area delle eccezioni. In questo modo si potrebbero indire concorsi pubblici non propriamente riservati, ma che darebbero il giusto peso al lavoro precario svolto per anni. Ricordo che regioni con bilanci non proprio virtuosi come la Campania, la Calabria, la Sicilia, hanno intrapreso questa strada. La regione Veneto invece si permette di «licenziare» i propri professionisti più capaci».
A rischiare il posto nella città del Santo sono un’ottantina di dirigenti. Dieci lo hanno già perso. A far fioccare i licenziamenti la legge Brunetta, che prevede che non siano rinnovabili per più di tre volte consecutive nell’arco di un quinquennio i contratti a tempo determinato.
Vanno indetti concorsi dando il giusto peso al lavoro precario. Alcuni precari nel corso degli anni sono stati stabilizzati, ma altri sono rimasti fuori. Ed ora attendono la lettera con cui verranno lasciati a casa.
«I dirigenti precari della sanità, proprio per la loro forma contrattuale, non hanno un sindacato che possa difenderli, non hanno i diritti basilari che competono a qualsiasi lavoratore dipendente. Per i contrattualizzati è garantita la maternità, la pensione, la malattia, l’assicurazione per gli incidenti sul lavoro, le assenze a vario titolo, gli aggiornamenti. Per i precari nulla di tutto questo. Hanno uno stipendio equivalente a meno di un terzo di quello di un dipendente pari funzioni e ruolo, ma le medesime responsabilità: sono i”clandestini della sanità», coloro che nessuno vede o che nessuno vuole vedere, perché «fuori dal recinto» della dipendenza».
Giampiero Avruscio sottolinea che «il problema dei dirigenti precari della sanità è un problema che riguarda tutti: si discute di qualità ed efficienza dei servizi sanitari. Non dobbiamo lamentarci se poi, come afferma l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, mancano mille medici nelle nostre strutture sanitarie o, come dice il ministro Brunetta, il precariato non deve esistere nella funzione pubblica. Prima di fare certe dichiarazioni sarebbe di gran lunga più opportuno riflettere per offrire le giuste soluzioni».

Auguri per un 2010 come immaginiamo essere…

30 Dicembre 2009

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