La vera apartheid…

2 Febbraio 2010

Pubblico l’articolo de Il Gazzettino di Padova, a firma di Federica Cappellato (2 febbraio 2010)

Trecento contrattisti, precari della sanità padovana in servizio in Azienda ospedaliera e in Ulss 16, sono ancora in attesa dello stipendio di dicembre. “Non una parola, non una lettera, non una giustificazione: i “senza diritto” non meritano nessuna considerazione”, fa presente Giampiero Avruscio, coordinatore del Comitato dirigenti precari della sanità veneta. “Dopo l’urlo dei sindacati di non toccare lo stipendio dei dipendenti, dopo le minacce di scioperi a seguito della colpevole latitanza del bilancio regionale, nessuno - alza la voce Avruscio - si accorge che 300 persone, nonostante abbiano prestato la loro opera, si trovano senza lo stipendio con cui devono mantenere le loro famiglie. Non si tratta di giovani, ma di persone che da anni svolgono un lavoro continuativo, uguale in tutto e per tutto a quello dei colleghi dipendenti, tranne che per essere pagati meno di un terzo e senza alcun basilare diritto. Sono persone che non si sdraiano sui binari, che non salgono su una gru, che non fanno rumore, ma non per questo devono essere discriminati. L’apartheid in Veneto esiste, si chiama precarietà: a chi ha (i dipendenti) sarà dato, a chi non ha (i precari) sarà tolto anche quello che ha”.

Precari della Campania: No alla Finanziaria

31 Gennaio 2010

Articolo pubblicato su: Il Denaro (denaro.it) il 26 gennaio 2010

 

I contrattisti dei policlinici e i dirigenti di Caserta istituiscono un tavolo di lavoro.

Medici precari e legge per la stabilizzazione del personale impiegato nelle Asl negli ospedali della Regione Campania che abbiano maturato i requisiti. Si riunisce per la prima volta, il 19 gennaio scorso, il neo-istituito tavolo tecnico permanente al quale partecipano alcuni dei camici bianchi rappresentanti del personale precario del Servizio sanitario regionale. In particolare, oltre a un rappresentante dell’Anaao, Vincenzo Boccia, sono intervenuti il portavoce del coordinamento dirigenti precari di Caserta (con delegato Uil precariato medici), Barbara Andreoli e Pietro Lagnese e il rappresentante del movimento contrattisti precari del II Policlinico Alessandro Coccia. Continua »

A Padova il centrosinistra discrimina tra disoccupati…

24 Gennaio 2010

18 gennaio 2010. Consiglio Comunale di Padova. Amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Flavio Zanonato. Assessore al Sociale Claudio Sinigaglia (ex Margherita in procinto di convolare in Regione), relatore di una delibera che assegna 200.000 euro a sostegno dei disoccupati…ma solo se ex dipendenti. Una delibera concordata con i sindacati…dei dipendenti! Mentre i precari continuano ad essere discriminati… Clicca sulla registrazione degli interventi (brevi) dei seguenti video:

Padova discrimina i precari.

Padova discrimina i precari 1.

Padova discrimina i precari 2.

Padova discrimina i precari 3.

Padova discrimina i precari Polemica Lega.

E le stelle stanno a guardare….

13 Gennaio 2010

Pubblico l’articolo de Il Mattino di Padova, a firma di Fabina Pesci, giorno 11 gennaio 2010, dal titolo: “Avruscio è già sul piede di guerra «Licenziati i professionisti più capaci». A rischio medici, psicologi biologi, chimici e veterinari dell’Us116: incarichi non rinnovati. A veder licenziati medici, psicologi, biologi, chimici, veterinari proprio non ci sta. Giampiero Avruscio,  medico in forze all’Usl 16, non si ferma di certo di fronte alle prime lettere di mancato rinnovo dell’incarico già piovute sui precari della sanità padovana. E’ già sul piede di guerra, pronto a combattere perché venga riconosciuto il loro ruolo.
Ma Avruscio, coordinatore del comitato dirigenti precari della sanità, non si limita a gridare allo scandalo, indica la strada per risolvere la questione: «Nella recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la legge regionale per la stabilizzazione dei dirigenti precari, è indicata la strada maestra per risolvere il problema: ricorrere all’area delle eccezioni. In questo modo si potrebbero indire concorsi pubblici non propriamente riservati, ma che darebbero il giusto peso al lavoro precario svolto per anni. Ricordo che regioni con bilanci non proprio virtuosi come la Campania, la Calabria, la Sicilia, hanno intrapreso questa strada. La regione Veneto invece si permette di «licenziare» i propri professionisti più capaci».
A rischiare il posto nella città del Santo sono un’ottantina di dirigenti. Dieci lo hanno già perso. A far fioccare i licenziamenti la legge Brunetta, che prevede che non siano rinnovabili per più di tre volte consecutive nell’arco di un quinquennio i contratti a tempo determinato.
Vanno indetti concorsi dando il giusto peso al lavoro precario. Alcuni precari nel corso degli anni sono stati stabilizzati, ma altri sono rimasti fuori. Ed ora attendono la lettera con cui verranno lasciati a casa.
«I dirigenti precari della sanità, proprio per la loro forma contrattuale, non hanno un sindacato che possa difenderli, non hanno i diritti basilari che competono a qualsiasi lavoratore dipendente. Per i contrattualizzati è garantita la maternità, la pensione, la malattia, l’assicurazione per gli incidenti sul lavoro, le assenze a vario titolo, gli aggiornamenti. Per i precari nulla di tutto questo. Hanno uno stipendio equivalente a meno di un terzo di quello di un dipendente pari funzioni e ruolo, ma le medesime responsabilità: sono i”clandestini della sanità», coloro che nessuno vede o che nessuno vuole vedere, perché «fuori dal recinto» della dipendenza».
Giampiero Avruscio sottolinea che «il problema dei dirigenti precari della sanità è un problema che riguarda tutti: si discute di qualità ed efficienza dei servizi sanitari. Non dobbiamo lamentarci se poi, come afferma l’assessore regionale alla Sanità Sandro Sandri, mancano mille medici nelle nostre strutture sanitarie o, come dice il ministro Brunetta, il precariato non deve esistere nella funzione pubblica. Prima di fare certe dichiarazioni sarebbe di gran lunga più opportuno riflettere per offrire le giuste soluzioni».

Auguri per un 2010 come immaginiamo essere…

30 Dicembre 2009

Clicca su: Immagine di un sogno!

Riconosciuti gli anni di precariato nella Pubblica Amministrazione

28 Dicembre 2009

Da Il Sole 24 ore del 28 dicembre 2009, a firma di Andrea Rossi

TORINO - Due cause pilota aprono la strada a ricorsi di massa. La silenziosa rivolta dei precari è cominciata qualche settimana fa. Sta convergendo su Torino. E, ora che la sezione lavoro del tribunale si è pronunciata già due volte, minaccia di mettere in ginocchio la pubblica amministrazione. Enti e istituzioni stanno cercando di correre ai ripari. Il rischio è serio: trovarsi alle prese con centinaia di cause, perderle, e dover sborsare un bel po’ di quattrini. I giudici sono stati chiari: basta discriminazioni tra precari e lavoratori “fissi”. Chi, dopo anni e anni di impiego a tempo determinato nella pubblica amministrazione viene stabilizzato non può essere trattato alla stregua di un neo assunto; ha diritto a vedere riconosciuta anzianità di servizio, scatti ed eventuali avanzamenti di carriera. Sei stato ricercatore precario in università o insegnante supplente nella scuola per sette, dieci, quindici anni? Bene, quando il tuo impiego diventerà a tempo indeterminato dovrai essere trattato come un ricercatore, o un insegnante, con sette, dieci, quindici annidi anzianità.
Tutta colpa di una ricercatrice e di un tecnico dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare. Qualche mese fa si sono rivolti a due avvocati torinesi, Angelica Savoini e Roberto Bausardo, e hanno deciso di fare causa all’ente. Dopo cinque anni di contratti a termine erano stati stabilizzati, ma retrocessi - per stipendio e “grado” al rango di neoassunti. I giudici del tribunale di Torino hanno accolto i loro ricorsi: gli anni di precariato devono contare ai fini dell’anzianità di servizio e degli avanzamenti di carriera, che nel pubblico impiego spesso procedono di pari passi con l’età anagrafica. Una bella differenza: la prima a vincere la causa, un ingegnere dell’Infn, si è vista riconoscere 300 euro in più al mese in busta paga.
Una rivoluzione. E un precedente che sta facendo il giro di blog e forum dove i precari di tutta Italia (quasi mezzo milione solo nel pubblico impiego, secondo i sindacati) sfogano tutto il loro malessere. Le due sentenze, emesse pochi giorni fa, rischiano di essere l’avamposto di una lunga serie di contese giudiziarie. L’esercito degli atipici si sta organizzando: «Ci stanno chiamando da tutta Italia», racconta l’avvocato Savoini. «Vogliono capire se ci sono gli estremi per aprire un contenzioso». Di questo passo i ricorsi rischiano di essere migliaia. I precari stabilizzati tra il 2006 e il 2007 - l’ultima grande ondata delle finanziarie dei governi Prodi e Berlusconi - sono stati oltre mezzo milione. Per tutti le disposizioni impartite agli enti erano chiare: stabilizzare ma non riconoscere l’anzianità. Insomma, si regolarizzavano tanti atipici ma si cercava di gravare il meno possibile sulle casse dello Stato.
Ora tutto potrebbe essere capovolto. Del resto l’ha stabilito la Corte di giustizia europea: non ci possono essere discriminazioni tra chi lavora a tempo determinato e a tempo indeterminato. Il caso di Yolanda Del Cerro Alonso - impiegata del servizio sanitario spagnolo, dodici anni da precaria e poi stabilizzata - ha fatto scuola. Anche se la legge spagnola - a differenza di quella italiana - escludeva espressamente la possibilità per i lavoratori pubblici di farsi riconoscere il pregresso, la Corte europea nel 2007 ha accolto il suo ricorso.
In un colpo solo ha scardinato la legislazione iberica e aperto un varco per tutti i lavoratori precari d’Europa. Entrambe le sentenze del tribunale di Torino poggiano sulla storia della signora Del Cerro Alonso. Il nuovo idolo dei precari.

INTERROGAZIONE ALL’ASSESSORE ALLA SANITA’ DEL VENETO ING. SANDRO SANDRI

26 Dicembre 2009

A farla è il Consigliere Vittoriano Mazzon, Componente della Commissione Sanità e Segretario della Commissione Affari Istituzionali , Bilancio , Controllo , Enti locali , Personale e Programmazione della Regione Veneto. L’interrogazione segue la richiesta che i Comuni di Padova, Treviso, Rovigo e la Provincia di Padova hanno inviato alla Giunta Regionale del Veneto e allo stesso Assessore Sandri per risolvere il problema dei circa 500 tra Medici, Veterinari, Biologi, Psicologi, Farmacisti Precari che operano nelle strutture Sanitarie. Non c’è stata alcuna risposta.

La Corte Costituzionale nel novembre scorso aveva dichiarato illegittima la Legge emanata dalla Regione Veneto per la stabilizzazione dei Dirigenti Precari, ma nella stessa Sentenza la Corte aveva chiaramente indicato la strada da percorrere, prevedendo “l’Area delle Eccezioni” per i Concorsi pubblici. Tali deroghe sono pertanto legittime in presenza di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico. Nell’Area delle Eccezioni ricade proprio il caso dei Dirigenti Precari della Sanità del Veneto, che da anni attraverso contratti, i più fantasiosi, impediscono “l’interruzione di pubblico servizio”.L’applicazione di tali deroghe è già in atto per esempio nella Regione Emilia Romagna, dove si stanno svolgendo specifici concorsi.

In sostanza il Consigliere Regionale chiede all’Assessore:

1) Quali sono le Sue intenzioni nel processo di stabilizzazione dei circa 500 Dirigenti Precari del Veneto, secondo quanto indicato dalla Sentenza della Corte Costituzionale nel merito dei Concorsi pubblici  rientranti nell’Area delle Eccezioni.

2) Di dare indicazione alle Aziende Sanitarie del Veneto di rinnovare i contratti in scadenza il 31/12/2009.

Il Comitato Dirigenti Precari della Sanità del Veneto denuncia la possibilità che molte strutture che oggi si reggono proprio grazie ai Dirigenti Precari, potranno subire gravi carenze nel fornire molte prestazioni sanitarie, anche in regime di urgenza se non verrà data una risposta definitiva a questo ormai annoso problema che, come afferma il Ministro Brunetta, soprattutto nella funzione pubblica non dovrebbe esistere!Sottolineo invece che lo sfruttamento di tale tipologia contrattuale di precariato, corrispondente a meno di un terzo dello stipendio dei colleghi regolarmente assunti, è servito fino ad oggi alle Aziende Sanitarie per coprire i propri bilanci.Se la volontà politica della Regione Veneto rimane quella che ha determinato la Legge che poi è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, allora l’Assessore e la Giunta non dovranno fare altro che dare seguito alle indicazioni della stessa Corte Costituzionale, ovvero attivarsi urgentemente per avviare le procedure dei concorsi rientranti nell’ Area delle eccezioni, sull’esempio della Regione Emilia Romagna.

«Io, veterinario precario, malpagato e senza assicurazione»

22 Dicembre 2009

SANITÀ Incontro al Policlinico dei rappresentanti dell’area dirigenti con contratto in scadenza
Martedì 22 Dicembre 2009, Il Gazzettino (Federica Cappellato) «Ho ancora il ritaglio di giornale dove l’assessore Sandri dichiarava: “Quanto poi ai precari, se è vero che i veterinari sono in sofferenza, me ne farò carico personalmente”. Era ottobre 2008 e lo ricordo adesso mentre sono in servizio da sola nel più grande macello europeo del settore avicolo. Per raggiungerlo stamattina, vista la neve, ho impiegato quasi due ore per compiere 22 km con il terrore che mi succedesse qualcosa dato che come liberi professionisti non abbiamo diritto all’assicurazione. Domenica sono stata al lavoro, straordinari non pagati. Vorrei che Sandri passasse con me una settimana lavorativa, lo porterei anche nelle stalle a far prelievi a - 5°». Si definisce un “medico veterinario precario in sofferenza”, una dei cinquecento tra medici, veterinari, psicologi, farmacisti, biologi, chimici, fisici, cioè dirigenti dell’area sanitaria che in Veneto hanno un contratto annuale, in scadenza il 31 dicembre. La rappresentanza si è data appuntamento ieri pomeriggio in Policlinico a Padova, coordinata dal dottor Giampietro Avruscio, si è presa due ore (non pagate) per fare il punto della situazione, sostenuta da Leonardo Padrin, uno dei primi firmatari dell’emendamento regionale che ne prevedeva la stabilizzazione. «Il ministro Brunetta ha dichiarato che il precariato soprattutto nella funzione pubblica non deve esistere, il preside della facoltà medica Palù sostiene che in Veneto mancano 2000 medici, allora - sbotta Avruscio - le cose non quadrano: come mai esistono circa 500 dirigenti precari?».

Incontro a Padova con i Dirigenti Precari della Sanità.

17 Dicembre 2009

Lunedi 21 dicembre alle ore 14 presso l’Aula B della Palazzina dei Servizi dell’Azienda Ospedaliera di Padova, si terrà un incontro con i Dirigenti Precari della Sanità. Invitati anche i sindacati. Alla riunione parteciperà Leonardo Padrin, Sottosegretario alla Giunta Regione Veneto e firmatario dell’Emendamento teso a stabilizzare i Dirigenti, dichiarato illeggittimo dalla Corte Costituzionale dopo il ricorso del Consiglio dei Ministri. Punto e a capo? Guarda il video che hanno realizzato due giornalisti del Master Universitario di Padova.

http://www.youtube.com/user/linkreadibileTV

Lo stato dell’arte della stabilizzazione dei Dirigenti della Sanità della Campania

12 Dicembre 2009

Pubblico volentieri l’articolo a firma di Pietro Lagnese e Barbara Andreoli, dirigenti medici di psichiatria a tempo determinato - ASL Caserta
La Regione Campania, sulla base della finanziaria 2007, con l’art. 81 della legge regionale n.1 del 31 gennaio 2008 ha previsto la stabilizzazione del personale non dirigenziale del Servizio Sanitario Regionale. Successivamente la Regione Campania con la Legge Regionale n. 5 del 14 aprile 2008 (Modifiche all’art. 81 della Legge Regionale 30 Gennaio 2008 n.1, concernenti norme per la stabilizzazione del personale precario del Servizio Sanitario Regionale) ha esteso alla dirigenza del Servizio Sanitario Regionale (medici, biologi, farmacisti, psicologi, chimici, ecc.) il processo di stabilizzazione. Nell’aprile del 2008 l’Assessorato alla Sanità - Settore gestione del personale e rapporti con le AA.LL. -  con nota prot. 2008.0364640 del 29/04/2008, a firma dell’Avv. Antonio Postiglione, oltre a fornire indicazioni sulle domande di stabilizzazione da inoltrare all’Assessorato alla Sanità, prevede che l’esperienza triennale di prestazione lavorativa deve essere stata maturata alla data del 31 dicembre 2006 anche con periodi non continuativi. Il Consiglio dei Ministri ha poi impugnato innanzi alla Corte Costituzionale la legge n. 5 del 14 aprile 2008. La Corte Costituzionale si è espressa nel giugno del 2009 con la sentenza n. 215 sollevando eccezione di incostituzionalità  dei commi 1 e 4 dell’art.1 della L.R. N. 5 del 14 aprile 2008. In data 24 luglio 2009 il consigliere regionale on. Antonio Scala, sulla base delle motivazioni della sentenza n. 215 della Corte Costituzionale ha presentato in Consiglio Regionale la proposta di legge “Adeguamento alle eccezioni sollevate dalla Corte Costituzionale riguardo alla Legge Regionale n. 5/08: specificazioni concorsuali  per la dirigenza di primo livello”, con la quale si intende favorire la stabilizzazione dei dirigenti del SSR che hanno superato procedure concorsuali. Tuttavia quest’ultima proposta di legge, pur arrecando importanti modifiche, esclude dal processo di stabilizzazione numerosi dirigenti del SSR, in quanto non estende i limiti temporali di applicazione della stabilizzazione oltre la data del 31 dicembre 2006. A tal riguardo, sul fronte delle amministrazioni pubbliche destinatarie delle disposizioni sulla stabilizzazione è importante sottolineare che le Regioni che si sono avvalse della normativa speciale di riferimento lo hanno fatto nell’ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, nel rispetto dei vincoli indicati dalla legge dello Stato. Si richiama con l’occasione la sentenza della Corte Costituzionale n. 95 del 2 aprile 2008 relativamente all’ambito di applicazione del comma 560, art. 1 della legge 296/2006, che ha ribadito come la regolamentazione della modalità d’accesso al lavoro pubblico regionale è riconducibile alla materia dell’organizzazione amministrativa delle Regioni e degli enti pubblici regionali e rientra nella competenza residuale delle Regioni di cui all’art. 117, quarto comma, della Costituzione.
Sulla base di quest’ultima premessa e sulla scia delle precedenti leggi, il consigliere regionale del PDL on. Angelo Polverino ha presentato in data 6 ottobre 2009 una nuova proposta di legge che ha l’obiettivo di applicare il processo di stabilizzazione ai dirigenti del SSR, titolari di contratti a tempo determinato, che abbiano maturato, alla data di entrata in vigore della legge che si presenta, un’anzianità di servizio di almeno tre anni, anche non continuativi, presso un’Azienda od Ente del Servizio Sanitario Regionale della Campania. L’ulteriore modifica che si vuole apportare è tesa a conservare e a valorizzare pienamente l’esperienza lavorativa triennale che tantissimi dirigenti del SSR hanno maturato anche dopo la data del 31 dicembre 2006, essendo allo stato attuale non ancora avviati i processi di stabilizzazione. Finora quest’ultima proposta di legge non è stata ancora approvata in commissione sanità. Si fa presente che in Campania per effetto di una delibera regionale vige dall’aprile del 2007 al 31 dicembre 2009 un blocco del turn over del personale sanitario. Inoltre come si è appreso pochi mesi fa dai mass media la Sanità Campana è stata commissariata.
Alla luce di questi ultimi avvenimenti ci si chiede quando scadrà il blocco del turn over e in che modo si potrà stabilizzare il personale dirigenziale che attualmente è in servizio a tempo determinato da circa 4-5 anni e che attualmente garantisce i LEA?