A farla è il Consigliere Vittoriano Mazzon, Componente della Commissione Sanità e Segretario della Commissione Affari Istituzionali , Bilancio , Controllo , Enti locali , Personale e Programmazione della Regione Veneto. L’interrogazione segue la richiesta che i Comuni di Padova, Treviso, Rovigo e la Provincia di Padova hanno inviato alla Giunta Regionale del Veneto e allo stesso Assessore Sandri per risolvere il problema dei circa 500 tra Medici, Veterinari, Biologi, Psicologi, Farmacisti Precari che operano nelle strutture Sanitarie. Non c’è stata alcuna risposta.
La Corte Costituzionale nel novembre scorso aveva dichiarato illegittima la Legge emanata dalla Regione Veneto per la stabilizzazione dei Dirigenti Precari, ma nella stessa Sentenza la Corte aveva chiaramente indicato la strada da percorrere, prevedendo “l’Area delle Eccezioni” per i Concorsi pubblici. Tali deroghe sono pertanto legittime in presenza di peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico. Nell’Area delle Eccezioni ricade proprio il caso dei Dirigenti Precari della Sanità del Veneto, che da anni attraverso contratti, i più fantasiosi, impediscono “l’interruzione di pubblico servizio”.L’applicazione di tali deroghe è già in atto per esempio nella Regione Emilia Romagna, dove si stanno svolgendo specifici concorsi.
In sostanza il Consigliere Regionale chiede all’Assessore:
1) Quali sono le Sue intenzioni nel processo di stabilizzazione dei circa 500 Dirigenti Precari del Veneto, secondo quanto indicato dalla Sentenza della Corte Costituzionale nel merito dei Concorsi pubblici rientranti nell’Area delle Eccezioni.
2) Di dare indicazione alle Aziende Sanitarie del Veneto di rinnovare i contratti in scadenza il 31/12/2009.
Il Comitato Dirigenti Precari della Sanità del Veneto denuncia la possibilità che molte strutture che oggi si reggono proprio grazie ai Dirigenti Precari, potranno subire gravi carenze nel fornire molte prestazioni sanitarie, anche in regime di urgenza se non verrà data una risposta definitiva a questo ormai annoso problema che, come afferma il Ministro Brunetta, soprattutto nella funzione pubblica non dovrebbe esistere!Sottolineo invece che lo sfruttamento di tale tipologia contrattuale di precariato, corrispondente a meno di un terzo dello stipendio dei colleghi regolarmente assunti, è servito fino ad oggi alle Aziende Sanitarie per coprire i propri bilanci.Se la volontà politica della Regione Veneto rimane quella che ha determinato la Legge che poi è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, allora l’Assessore e la Giunta non dovranno fare altro che dare seguito alle indicazioni della stessa Corte Costituzionale, ovvero attivarsi urgentemente per avviare le procedure dei concorsi rientranti nell’ Area delle eccezioni, sull’esempio della Regione Emilia Romagna.